Dal Corpse Paint alle mascherate: Quando la Musica diventa Teatro
Quando look e trucco diventano i protagonisti della scena musicale
Si è soliti pensare che la musica sia fatta esclusivamente di canto, suoni e note. Nel senso più stretto del termine è effettivamente così. Eppure, anche le immagini spesso prendono la scena del panorama musicale.
E’ quello che fecero molti artisti e band negli anni ‘60 e ‘70, quando si diffuse l’industria dei concerti e dei tour in giro per il mondo. Si capì che la musica da sola non bastava più. Occorreva osare attraverso look stravaganti e spettacoli estremi per intrattenere i fan scatenati sempre più affamati di show sensazionalistici.
Fu allora che nacque il Corpse paint, un particolare make-up consistente nell’uso di trucco massiccio in volto, bianco e nero, in stile cadaverico.
Colui che è considerato il pioniere del corpse paint è Arthur Brown, cantante britannico, autore di spettacoli estremi. Si esibiva indossando un cappello infuocato mentre cantava. In un’occasione, durante un concerto a Windsor, nel Regno Unito, il metanolo usato per incendiare il copricapo gli cadde in testa. Un paio di stewart della security spensero il fuoco con della… birra (WTF 😮) evitandogli guai peggiori.
Il trucco funzionò e ispirò molti artisti rock dell’epoca tra cui Alice Cooper e soprattutto i Kiss.
La nota band heavy metal americana si fece conoscere al grande pubblico a partire dalla metà degli anni ‘70 pubblicando alcune delle loro hit più famose (Strutter, Rock n’Roll all Nite, Shock Me, I Was Made for Lovin’ You). Tecnicamente non erano all’altezza di altre band contemporanee come Queen, Led Zeppelin e Deep Purple, ma riuscirono a sopperire a tale gap puntando tutto sulla presenza scenica. Ognuno dei membri si esibiva con un trucco specifico in volto che raffigurava un particolare disegno che lo identificava.
Il manager della band Bill Aucoin ordinò loro di non svelare per nessun motivo la propria identità al pubblico; questo per accrescere quell’alone di mistero che aleggiava attorno alla band. L’esperimento riuscì e i Kiss ottennero un’enorme successo mondiale con milioni di copie vendute e tour in giro per il mondo.
Le loro performance non si limitavano allo sfoggio del corpse paint, ma consistevano in spettacoli pirotenici e innovativi per l’epoca.
Il frontman Gene Simmons, durante la canzone Firehouse si esibiva in uno show in cui ingoiava kerosene per poi sputare fuoco. In un’occasione il povero Simmons rischiò letteralmente di bruciare la sua folta chioma.
L’uso del trucco in volto fu adoperato anche in seguito da molte band. La maggior parte di loro si limitava nel mettere in mostra lunghissime chiome da ciondolare in lungo e in largo durante gli show, tanto da coniare il termine Hair Metal.
Altre si spinsero oltre. Menzione d’onore la meritano i Twisted Sister. Non era un vero e proprio corpse paint il loro, in quanto i trucchi erano colorati. Sembravano più dei clown che dei cadaveri. Iconico il look del leader Dee Snider, così spaventoso da poterlo soprannominare il Mago Galbusera del Rock.
Mascherate
Se un po’ di cipria, blush e ciglia finte non dovessero essere sufficienti a impressionarti, non temere! Ci sono diverse band che adoperano costumi e uniformi eccentriche come proprio marchio di fabbrica distintivo.
È il caso dei GWAR, gruppo heavy metal poco conosciuto, che utilizza maschere e costumi a dir poco esosi. Alcuni travestimenti prendono le sembianze di veri e propri mostri intergalattici. Potremmo definirli i Power Rangers del Rock.
Citiamo un altro esempio ben più conosciuto: gli Slipknot. Loro si esibiscono con tute da meccanico e maschere raccapriccianti che ricordano quelle di Leatherface di Non aprite quella porta.
Sebbene il look sia il loro carattere distintivo, hanno ottenuto un discreto successo anche sul piano musicale, trattandosi di una delle band Nu Metal più conosciute degli anni ‘90.
Menzione d’onore meritata per i Daft Punk, il celeberrimo duo francese di musica elettronica solito esibirsi con enormi caschi metallici in testa. Sebbene le fatiche di un dj non siano le stesse di una band strumentale, sinceramente non so come facciano a reggere tutto quel peso in testa per un intero concerto. Chapeau!
Un caso singolare sono i Gorillaz. Per molto tempo la loro identità è stata sconosciuta al mondo. La nota band Alternative hip hop si esibisce attraverso schermi in cui sono tratti in figure animate. Le stesse che contraddistinguono i loro videoclip musicali. In un noto live andato in scena su MTV nel 2010 furono raffigurati in versione 3D, una sorta di ologramma.
The Residents
I The Residents sono una band americana in attività fin dagli anni ‘70. Più che di gruppo sarebbe meglio parlare di collettivo, visto che si tratta di un insieme di musicisti che si sono alternati nel corso degli anni. La loro identità non è mai stata rivelata. Il sito di cultura popolare WhatCulture li considera la band più misteriosa della storia.
Non indossano sempre gli stessi costumi, ma ciò che risalta all’occhio maggiormente sono le maschere di bulbo oculare che li fanno sembrare 4 ciclopi.
Non è solo il look ad essere strano; lo è anche la musica. Sono autori di un rock sperimentale, particolarmente all’avanguardia. Curioso è il caso dell’album Not Available, contenente un insieme di brani di rock psichedelico sperimentale, che rappresenta più un esercizio di stile, come loro stessi lo hanno definito, piuttosto che musica vera e propria.
Scritto nel 1974, non lo avrebbero mai voluto pubblicare. Alla fine dovettero cedere alle pressioni della casa discografica che lo rilasciò nel 1978 con il nome non casuale di Not Available (non disponibile). Il risultato è un concept album pieno di suoni, voci e rumori bislacchi che suscitò la curiosità di fan e critici musicali. Ascoltare per credere.
Arrivano gli Angine De Poitrine: la musica del Futuro
Se negli ultimi giorni ti sei imbattuto in due ominidi di cartapesta che suonano musica stramba e dalle tonalità sconosciute, sappi che non sei il solo: gli Angine De Poitrine stanno spopolando in tutti gli account di musica.
Se i suoni emessi dai loro strumenti ti sembrano stonati al primo ascolto, è del tutto normale. E’ dovuto al loro genere, il Math Rock.
Ma che cosa ha di così “algoritmico” questa musica al punto da scomodare la Matematica?
Cercherò di essere sintetico e mi scuso in anticipo con i maestri di musica per l’estrema semplificazione che farò.
Sappiamo che le note musicali sono 7, 12 considerando i diesis/bemolle. Questa riduzione delle note è solo una convenzione apportata nei secoli passati.
Negli strumenti a corde (chitarra, violino) è possibile sfruttare gli intermezzi tra i tasti per raggiungere un potenziale infinito numero di tonalità.
Il chitarrista Khn de Poitrine ha costruito uno strumento speciale composto di due manici, uno per il basso e l’altro per la chitarra, per poter utilizzare un numero più ampio di note.
L’altra caratteristica che li ha resi popolari è naturalmente il look strambo fatto di costumi di cartapesta, copricapo bizzarri e nasi allungati.
In un mondo in cui spopola la solita musica pop sentita e risentita, e che ha più mercato, noi ci auguriamo che questo rock sperimentale, tecnicamente notevole, possa ottenere il successo meritato. I numeri di visualizzazioni sono incredibilmente schizzati alle stelle.
Speriamo non siano un fuoco di paglia e che gli Angine de Poitrine diano quella ventata di aria fresca che la musica attende da ormai molto tempo.






