I Galacticos del Cinema
Un cast di attori stellari è un valore aggiunto o un impiccio?
Ricordo ancora oggi il Real Madrid di inizio Millennio, quando l’irrefrenabile presidente Florentino Perez si fece notare con una campagna acquisti poderosa che portò nel giro di pochi anni tutti i migliori calciatori dell’epoca: Figo, Beckam, Zidane, Ronaldo, Owen. Fu una campagna più di marketing che sportiva, i cui risultati sul campo non ricambiarono le ingenti somme di denaro spese. Mise in luce le falle di un sistema in cui è difficile assemblare tante prime donne per realizzare un progetto unico che nel suo insieme funzioni.
Quello che conta in uno sport di squadra è il gruppo e non i singoli, o come direbbero gli psicologi della Gestalt: Il Tutto non è la somma della parti.
Nel calcio è facilmente intuibile quanto la composizione di talenti possa portare difetti, visto che il talento del singolo, per quanto esplosivo, non necessariamente finisce per adattarsi con gli schemi di un gioco collaudato.
Ci siamo chiesti se anche nel cinema, dove aspetti come la creatività possono influire più della pragmaticità, questo possa rappresentare un problema oppure, al contrario, un valore aggiunto.
In generale la risposta è positiva. Non solo è possibile, ma esistono molteplici casi in cui attori di altissimo livello si sono prestati a essere parte del cast, piuttosto che volto principale del film.
Se la sceneggiatura è fatta bene e senza forzature di trama, in un cast composto da 4/5 attori, non tutti possono ritagliarsi il ruolo di protagonista. E’ evidente che alcuni attori top player dovranno sacrificarsi a ruolo da comprimario. Quando non ci sono prime donne che vogliono primeggiare a tutti i costi, la cosa può funzionare.
E’ il caso di Sleepers, bellissimo film del 1996 in cui nel cast annotiamo Robert De Niro, Dustin Hoffman, Brad Pitt e Kevin Bacon. De Niro si ritaglia un ruolo marginale, in cui interpreta un prete, con un’interpretazione eccezionale, come del resto lo è la sua intera carriera. Non da meno il ruolo dell’avvocato interpretato da Dustin Hoffman, uno dei migliori attori di Hollywood.
Nel cast va ricordata la presenza in un piccolo ruolo a fine carriera del grande Vittorio Gassman, uno che non ha fatto la storia di Hollywood, ma che è stato un autentico gigante del cinema nostrano.
Tra i film di maggiore successo contenenti un cast stellare citiamo Il Padrino e il suo seguito, vincitori complessivamente di 9 Oscar. Una commistione di talenti raramente visti tutti insieme tra cui: De Niro, Al Pacino, Diane Keaton, Robert Duvall, James Caan e Marlon Brando. Va detto che alcuni di loro (De Niro e Pacino) ai tempi erano attori emergenti, e che sarebbero diventate icone di Hollywood nel giro di poco tempo.
Stesso discorso vale per Il Cacciatore: film capolavoro del 1978 diretto da Michael Cimino con un cast comprendente l’onnipresente De Niro, Christopher Walken, John Cazale e Meryl Streep.
Altra menzione d’onore va data a The Departed, film con cui Martin Scorsese finalmente raggiunse il meritatissimo oscar sul finire della carriera. Nel cast troviamo Jack Nicholson, Leonardo Di Caprio, Matt Damon e Mark Wahlberg.
Fin qui ho parlato di cast corali, in cui alcune delle parti inevitabilmente ricoprono ruoli secondari.
Ma ci sono casi in cui due icone mondiali rivestono entrambe il ruolo di protagonista/antagonista dando luogo a un buon risultato?
Anche in questo caso la risposta è affermativa. L’esempio forse più lampante è Heat- La Sfida dove troviamo oltre a un Val Kilmer in rampa di lancio, Al Pacino e, manco a dirlo, Robert De Niro.
Pacino è un poliziotto che dà la caccia al noto criminale interpretato da De Niro. Pur non essendo il film nel complesso un capolavoro, le interpretazioni dei due sono eccezionali. Gli sguardi, gli inseguimenti, le espressioni e le movenze dei due attori si intrecciano perfettamente tra loro mettendo in mostra un puro spettacolo di presenza scenica.
Quando il cast corale diventa un esperimento grottesco
Non tutte le ciambelle escono col buco. Non mancano infatti, casi in cui la qualità complessiva del film non rispecchia la somma dei talenti messi in campo.
Non che questo sia necessariamente un problema (o almeno lo è per noi amanti del buon cinema). Si tratta spesso di film che sbancano al botteghino, a dimostrazione di come gran parte del pubblico ami il trash e veda il cinema come una sala in cui spegnere il cervello per due ore.
Facciamo l’esempio di Ocean’s Eleven, film del 2001 che ha avuto ben due seguiti.
Il film è una sfilza di attori di primissimo livello: George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon, Julia Roberts, Andy Garcia. Non lo giudicherei un film pessimo nel complesso. C’è di peggio e lo vedremo più avanti….
La sceneggiatura consiste in un gruppo di persone, membri di una banda sgangherata, che devono mettere a segno un colpo da diversi milioni di dollari. Il risultato finale è una trama banale, pieni di clichè e di colpi di azioni sparsi qua e là per attirare l’attenzione del pubblico.
Ma come dicevo prima c’è di peggio… E non potrei non citare il famigerato I Mercenari.
A dire il vero l’intento del film è più che riuscito, poichè lo scopo dei produttori è proprio quello di mettere insieme un’accozzagglia di attori muscolari che diano luogo a un’ esperienza trash, dalle tinte surreali. Nel cast troviamo tutti gli attori Action/Trash della storia del cinema, ma proprio tutti! La maggior parte di loro continua a darle di santa ragione a 70 anni suonati, elemento anagrafico che aggiunge quel tocco di trash in più.
Cominciamo con Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger. I due attori, grandi rivali negli anni ‘80, che si sono spartiti alcune delle pellicole più trash della storia. Già questo binomio basterebbe da solo per mettere in scena un mix esplosivo di puro trash adrenalico. Ma non ci fermiamo qui, perchè il cast include anche Bruce Willis, Jason Statham, Jet Li, Eric Roberts, Dolph Lundgren (il grande rivale di Rocky Ivan Drago) e un incartapecorito Mickey Rourke, ex sex symbol.
Questo è solo il cast parziale del primo episodio. Infatti il risultato al botteghino fu così eccezionale da produrre ben 3 seguiti.
Capitoli successivi nei quali si sono aggiunti altri attori dal grandissimo spessore trash che non potevano rinunciare alla festa (e soprattutto ai lauti compensi offerti): Chuck Norris, Jean-Claude Van Damme, Terry Crews, Wesley Snipes, Mel Gibson, 50 Cent e tanti altri…
Mentre mi documentavo sul cast mi è venuto un colpo al cuore quando ho scoperto che nel terzo capitolo è presente anche Harrison Ford, il protagonista di Indiana Jones, quando si facevano film di azione belli, di successo, e che mantenevano un certo decoro.
Ma quindi in definitiva sono più i pro o i contro?
Non c’è una risposta assoluta se sia meglio o no avere un mucchio di talenti tutti insieme. In linea di principio, se non ci sono prime donne e le grandi icone sono disponibili a sacrificarsi in ruoli da comprimario, è possibile ottenere risultati di livello, come abbiamo potuto vedere. Disporre di troppa qualità è un “problema” migliore di non averne abbastanza.
E’ infine utile ricordare che il vero protagonista nel cinema è il Film e non la singola Star.




